La Legge 386/1990 parla sempre di assegni bancari e postali: le due categorie seguono la stessa disciplina sanzionatoria e la stessa procedura di iscrizione in CAI. Chi pensa che l’assegno postale sia “fuori” dal sistema si sbaglia.
Cosa è identico
- l’obbligo di preavviso di revoca in caso di difetto di provvista;
- il termine di 60 giorni per il pagamento tardivo con interessi e penale del 10%;
- l’iscrizione nel segmento CAPRI e la revoca di sistema per sei mesi;
- il divieto per banche e uffici postali di stipulare nuove convenzioni di assegno;
- il procedimento sanzionatorio davanti al Prefetto.
Il punto pratico. La revoca di sistema vale su tutto il circuito: se sei segnalato per un assegno bancario, non puoi ottenere un carnet postale, e viceversa. Non esiste un percorso alternativo attraverso Poste.
Dove si trovano le differenze
Le differenze sono operative, non normative: cambiano le modalità con cui l’ente comunica, gli sportelli a cui rivolgersi, la modulistica per il deposito della quietanza liberatoria e i tempi interni di gestione della pratica. Sono dettagli che contano quando i termini sono stretti, perché consegnare i documenti al posto sbagliato equivale a non consegnarli.
Domande frequenti
L’assegno postale segue le stesse regole?
Sì: la Legge 386/1990 disciplina insieme assegni bancari e postali, con gli stessi termini e le stesse conseguenze.
Se sono segnalato posso aprire un libretto o un conto in Posta?
Il divieto riguarda le convenzioni di assegno, non il rapporto in sé. La decisione sull’apertura resta comunque dell’ente.
A chi consegno la prova del pagamento tardivo?
All’ente trattario che ha emesso il preavviso: l’ufficio postale se l’assegno è postale, la banca se è bancario.
Assegno postale impagato?
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A cura del Dott. Luca Pacini, rating advisor, Broker Associati | Rating & Credit Advisory. Orientamento generale, non sostitutivo dell’esame del singolo caso.